PFAS
Reflui Industriali - Acqua Potabile
L'adsorbimento tramite carbone attivo e resine a scambio ionico sono tra i metodi più efficaci per rimuovere i PFAS dall'acqua. Entrambe le soluzioni agiscono "catturando" le molecole inquinanti, ma presentano meccanismi d'azione, costi ed efficienze differenti a seconda della tipologia di PFAS (catena lunga o corta).
1. Carboni Attivi (GAC - Carbone Attivo Granulare)
I filtri a carbone attivo sono la tecnologia più collaudata e utilizzata, specialmente a livello di grandi impianti di potabilizzazione.
- Come funziona: Il carbone attivo possiede un'elevatissima porosità che attira e trattiene le molecole di PFAS tramite forze chimico-fisiche.
- Efficacia: Ottima per i PFAS a catena lunga (es. PFOA e PFOS).
- Limiti: L'efficacia si riduce drasticamente con i PFAS a catena corta. Inoltre, la presenza di altre sostanze organiche nell'acqua (misurate come TOC) può saturare rapidamente il filtro.
2. Resine a Scambio Ionico
Le resine a scambio anionico (AER) rappresentano un'alternativa più moderna ed efficiente, spesso utilizzata in combinazione o in sostituzione del carbone attivo.
- Come funziona: Sfruttano l'attrazione elettrostatica. Poiché i PFAS sono carichi negativamente, vengono attratti e trattenuti fortemente dalla superficie della resina, rilasciando al loro posto ioni innocui (come cloruro o idrossido).
- Efficacia: Eccellente per rimuovere tutti i tipi di PFAS, comprese le catene corte e ultracorte.
- Vantaggi: Hanno una capacità di adsorbimento superiore e durano più a lungo dei carboni prima di richiedere la sostituzione.
3. Soluzioni combinate ed alternative
I ns sistemi domestici o industriali abbinano il carbone attivo alle resine a scambio ionico per garantire uno spettro di rimozione completo.
Realizziamo impianti per il trattamento di percolato da discarica e per il trattamento di reflui con presenza di schiume antincendio.


